Procedura di Valutazione
comparativa ad un posto di Professore Ordinario presso la Facolta' di architettura, Settore
icar/21 Urbanistica - Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale serie speciale –
concorsi ed esami - n.54 dell’11.07.2008
ALLEGATO A AL
VERBALE N. 5 del
24.06.2010
GIUDIZI INDIVIDUALI RELATIVI AI
TITOLI SCIENTIFICI E PUBBLICAZIONI
ROBERTO CASSETTI
Giudizio prof. Belli
Dopo un interesse per lo studio dell’armatura urbana in Italia, le
strategie di organizzazione spaziale delle attività terziarie di ordine
superiore, specie nel Lazio, la ricerca del candidato si concentra sullo studio
della forma urbana e sul ruolo degli spazi aperti. Su questo tema il candidato
svolge un’intensa attività di ricerca ricca di una cospicua documentazione, con
un taglio descrittivo teso a fornire un’ interpretazione delle successive fasi
di trasformazione della forma urbana, della rete urbana e dello spazio agrario
in un orizzonte di lunga durata.
La vastità dell’ elaborazione condotta sovrasta la dimensione innovativa
prodotta. Le pubblicazioni hanno un buon rilievo editoriale, ma non risultano
molto diffuse nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
I suoi interessi prevalenti, sia a livello professionale che di ricerca, riguardano tre temi: la pianificazione territoriale con particolare riguardo al settore del verde e della qualità urbanistica, l’area metropolitana romana e il recupero del patrimonio edilizio esistente. In questi settori sviluppa una rilevante attività di ricerca, organizzazione e promozione culturale attraverso contributi su riviste e libri. Le attività di docente sono valutabili appieno, dato l’ampio curriculum presentato.
Le pubblicazioni sono raggruppabili in tre settori: l’area romana e laziale, il ruolo della qualità e della sua determinazione nel progetto infrastrutturale, i bisogni della collettività. Questi settori rappresentano una sorta di successione coerente, incentrata sull’obiettivo del piano.
L’attività svolta dal candidato è congruente con le discipline ricomprese nell’ambito disciplinare, sia per ciò che concerne attività didattiche e pubblicazioni, sia per ciò che concerne l’attività pubblicistica e di coordinamento didattico.
Il candidato si è occupato essenzialmente di urbanistica, con continuità e coerenza, con riferimento a realtà italiane ed europee. Tra la metà degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ‘80, il candidato ha focalizzato l’attenzione sui principi e sulle strategie di organizzazione delle attività terziarie, come principali leve strategiche per l’organizzazione dei sistemi urbani. Negli anni ‘80, l’asse della ricerca si è incentrato sui seguenti temi: qualità dello spazio fisico, ambiente, integrazione funzionale.
Sugli spazi aperti del verde e delle aree libere, si ricordano “Metropoli e qualità dell’ambiente”, alcuni studi sul verde a Roma e sul paesaggio. Negli ultimi anni la ricerca si è orientata allo studio dei principi di progettazione delle regioni urbane. Su questi argomenti si possono ricordare i libri su Roma: Roma e Lazio. Idee e piani 1870-2000 a Roma. Il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, dove la grande città viene affrontata proprio in un’ottica urbanistica, e non solo turistica , archeologica o come mirabilia urbis.
La continuità e la coerenza dell’attività didattica e scientifica trova la sua sintesi nell’impostazione dei libri originali su Roma, il suo Centro storico e il Lazio, che concludono importanti ricerche svolte negli anni precedenti.
La collocazione editoriale delle pubblicazioni presentate è di interesse nazionale.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato si evidenzia per le sue non comuni capacità di elaborazione sistematica di principi e strategie urbanistiche, alimentate dalla costante osservazione dei processi di mutamento territoriale, mirati in particolare a mettere in luce le discontinuità che impongono la riformulazione dei quadri cognitivi, dei paradigmi progettuali e delle strumentazioni di intervento.
La copiosa pubblicistica, spesso con editori di livello nazionale, scandisce le tappe più importanti di un percorso di ricerca pluriennale, che assume in particolare il territorio di Roma e della sua regione come laboratorio per sperimentare gli schemi interpretativi adottati, e per definire le nuove strategie di intervento. Significativa al riguardo è la proposta di un nuovo assetto della regione urbana fondato sulla redistribuzione delle funzioni di centralità e sulla loro messa in rete attraverso il sistema dei corridoi ecologici e infrastrutturali ( si veda al riguardo “Roma e il Lazio 1945-2007”, del 2008).
La lunga esperienza, maturata anche attraverso ruoli significativi ricoperti presso istituzioni pubbliche e attraverso la partecipazione qualificata ad importanti programmi di ricerca e di pianificazione del territorio, insieme alla costante tensione dimostrata nel tempo per le attività di studio, di sperimentazione e di insegnamento, caratterizzano il profilo di un ricercatore maturo per assumere responsabilità più rilevanti nell’ambito delle discipline messe a concorso.
Giudizio prof. FALINI
Autore di diversi piani territoriali e comunali, è stato consulente in materia di politiche urbane di diversi organismi pubblici, nazionali ed internazionali.
Dopo i primi anni prevalentemente indirizzati nel campo dei modelli urbani, le sue ricerche si sono principalmente focalizzate sullo studio delle trasformazioni territoriali contemporanee e sull’evoluzione della disciplina e della sua strumentazione nel nostro paese, sviluppando contributi di rilevante interesse per approfondimento critico e impostazione metodologica.
Le pubblicazioni presentate- edite presso case editrici di rilevanza nazionale e con ampia diffusione nella comunità scientifica- evidenziano la continuità temporale della produzione, l’innovatività dell’impostazione, le capacità elaborative e di approfondimento critico.
Particolarmente significativa è la serie dei libri dedicati alla città di Roma e al Lazio, nella quale la vicenda urbanistica della capitale e della sua regione sono affrontate con modalità originali, apportando significativi elementi di approfondimento al dibattito disciplinare sulle aree metropolitane consolidate e le forme del progetto pertinenti.
Nel complesso emerge una figura di docente e di studioso di elevata maturità nella didattica , nella ricerca e nell’attività di organizzazione e nei ruoli di gestione nelle strutture universitarie o esterne, pienamente idonea a ricoprire il posto per il quale concorre.
Giudizio prof. Morandi
Il candidato ha una lunga esperienza didattica e scientifica iniziata nel 1970 e accumulata interamente nella Facoltà di architettura di Roma. Questa esperienza è documentata da numerose pubblicazioni.
Le ricerche sono concentrate sulla città e affrontano temi di storia urbana con un’attenzione particolare ai processi di trasformazione urbana finalizzata a costruire un modello urbano basato sull’organizzazione spaziale delle attività terziarie. Nelle pubblicazioni sono riportati risultati sull’ argomento di un certo interesse.
Tra le pubblicazioni rivestono una particolare importanza i libri elaborati, nell’ambito di una ricerca di Ateneo, su Roma e sul Lazio. Si tratta di volumi organizzati secondo criteri scientifici, che restituiscono una notevole informazione storica e un’ampia e utile documentazione fotografica.
Queste pubblicazioni rivelano una profonda conoscenza da parte del candidato dei problemi urbanistici di Roma e del Lazio che sono messi in relazione con l’intera area metropolitana.
Le capacità di ricercatore del candidato traspaiono fin dall’inizio della sua carriera accademica, già nella pubblicazione del 1977 “Taranto Progetto ’80”.
La sua attività accademica, pur limitata all’ambito dell’università romana, è particolarmente intensa. Ha organizzato numerosi seminari e convegni e partecipato attivamente alle attività istituzionali.
Il candidato dimostra una notevole attitudine alla vita accademica, all’insegnamento e alla ricerca.
LEONARDO CIACCI
Giudizio prof. Belli
La ricerca condotta dal candidato possiede un’alta riconoscibilità nel
campo disciplinare a concorso. Dopo una
fase iniziale mossa da interessi plurali, il candidato rivolge la sua
attenzione al cinema, ma anche alla fotografia, come strumento artistico volto
ad intrecciare in modo indissolubile analisi, storia e progetto della città.
L’illustrazione di progetti e idee di città diventa parte anche di un’azione
educativa verso i cittadini certamente singolare: tende a superare percorsi
inizialmente separati e meno densi di storia riferiti ad alcune realtà urbane;
e a collegarsi successivamente con una documentazione apprezzabile sulla
campagna veneta.
I contributi sono pubblicati da case editrici rilevanti e sono ben
diffusi nella comunità scientifica. Si tratta di una figura di studioso, in
possesso di una linearità di ricerca, ben continua, sorretta da apprezzabile
rigore metodologico, consolidata da una
pluralità di esperienze professionali e da una forte partecipazione alla
gestione dell’istituzione universitaria, meritevole di considerazione.
Giudizio prof. Carta
La sua attività principale di ricerca si affida al rapporto cinema-urbanistica. Tale attività è documentata nelle sue pubblicazioni dove mette in evidenza la storia degli urbanisti in rapporto alla nuova forma dell’arte, al rapporto fra il potere e i media e molti casi esemplari.
Interessante è il libro sul cinema-documento a Venezia, dove documenta la visita di Le Corbusier, e l’utilità della forma filmica proprio come espressione progettuale degli urbanisti stessi.
Altre sue pubblicazioni sulla campagna veneta che si fa metropoli e sulla città di Rodi, sono di diverso approfondimento e diverso legame con la visione urbanistica precedente. Apprezzabili le documentazioni prodotte attraverso foto, cartografie e disegni antichi, sulla Rodi degli anni 1912-1923.
Non appare in primo piano il riversamento della maniera nuova di interpretazione dell’urbanistica nella didattica, mentre appaiono interessanti i progetti finanziati dal Ministero sulla quota 60% dal 1979 al 2008 con grande continuità.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato presenta un’originale chiave di lettura della produzione urbanistica e della storia urbana, affidandola al ruolo delle immagini e della comunicazione visuale, con particolare riferimento al cinema e agli strumenti multimediali. La sua ricerca è stata sviluppata con coerenza e continuità a partire dalla metà degli anni Ottanta, dando luogo a pubblicazioni di indubbio interesse come “ Progetti di città sullo schermo” di cui risulta autore. Più recentemente, è approdata ad una consapevole utilizzazione di questo genere di fonti come strumento specifico d’indagine nell’ambito della ricerca storica, offrendo interessanti contributi all’interpretazione delle vicende urbane e alla trasformazione degli immaginari collettivi.
Meno significative appaiono le sue iniziali analisi urbane di tipo convenzionale, peraltro ben condotte sotto il profilo metodologico, come è testimoniato in particolare dal suo volume “Rodi italiana”.
Giudizio prof. FALINI
Professore associato di Urbanistica presso l’IUAV, svolge attività
didattica e di ricerca scientifica
pienamente congruenti con le discipline comprese ne settore
scientifico-disciplinare ICAR 21.
Fin dai primi anni della sua attività ha dedicato costante attenzione
ai temi del progetto urbanistico ed alla storia della città, con particolare
riferimento alle questioni inerenti alla
rappresentazione, alla comunicazione e alla partecipazione al processo di
Piano. Su questi temi, e particolarmente
nel campo della strumentazione in materia di comunicazione visiva, ha con
continuità sviluppato una serie ampia di ricerche con contributi
esemplarmente condotti per originalità e rigore metodologico, di
particolare interesse ai fini della
conoscenza stessa della storia della città
e della disciplina nel nostro paese.
Giudizio prof. Morandi
Durante il suo lungo periodo di permanenza allo IUAV di Venezia, iniziato come borsista nel 1977, il candidato ha svolto una pluralità di incarichi istituzionali, assumendo diversi ruoli di responsabilità. Traspare quindi l’acquisizione di una notevole esperienza nel campo della gestione dell’università.
L’attività didattica, svolta anche in altre università italiane e straniere, è caratterizzata da una continuità nel campo delle discipline urbanistiche e da una ricerca di ambiti originali dove sperimentare aspetti innovativi.
All’inizio la sua attività di ricerca si è svolta nell’ambito delle analisi urbane, collaborando a molte di quelle ricerche particolarmente significative che negli anni ’80 si svolgevano a Venezia, indirizzando la sua attenzione alle componenti economiche del territorio, ma anche agli aspetti storici e morfologici.
Di particolare interesse è il volume Rodi italiana 1912-1923 edito da Marsilio nel 1991, caratterizzato da un’ originale documentazione fotografica oltre che da una buona ricerca storica.
Da alcuni anni la sua attività di ricercatore è concentrata sul cinema degli urbanisti, campo nel quale è considerato uno dei principali esperti italiani.
Su questo tema si sono concentrate le sue ultime pubblicazioni (“Progetti di città sullo schermo”, la cura di un numero di storia urbana, “Cinema e fotografia per la storia della città” e la cura del volume “Venezia è una città” ).
Sono tutte pubblicazioni di un buon livello e che contribuiscono a confermare l’approfondimento che il candidato vuole sviluppare su questo tema originale.
MARCO CREMASCHI
Giudizio prof. Belli
La produzione scientifica del candidato si manifesta costante, ampia e
originale. Particolare attenzione è data al rapporto tra questione abitativa e politiche integrate
urbane, all’integrazione delle politiche, specie in riferimento alle politiche
territoriali europee e alle politiche di sviluppo locale. Significativa la riflessione sul tema del quartiere, dell’urbanità e delle
forme di convivenza al tempo del neoliberismo. Rilevante è il contributo
fornito al dibattito disciplinare nazionale sul tema della distorsione dei
processi di sviluppo legati alla presenza delle organizzazioni criminali nelle
aree del Mezzogiorno. Si tratta di una ricerca innovativa, sorretta da un
consistente rigore metodologico, che si è espressa in pubblicazioni presso case
editrici note e diffuse nella comunità scientifica, in sintonia con
l’evoluzione della conoscenza disciplinare, che in qualche caso è riuscita ad
orientare.
Giudizio prof. Carta
L’attività del candidato è congruente con le discipline comprese nel settore scientifico-disciplinare ICAR 21, anche se spesso sconfina in modo interdisciplinare nel settore ICAR 20.
Nel suo complesso la produzione scientifica, svolta con continuità temporale anche in relazione all’ evoluzione delle conoscenze negli specifici settori disciplinari in cui si colloca, si qualifica per rigore metodologico e per sufficiente originalità.
La collocazione editoriale delle pubblicazioni è caratterizzata da una buona rilevanza scientifica, con diffusione presso la comunità scientifica.
L’attività didattica si è svolta prevalentemente sotto forma di collaborazione ai corsi e, solo più recentemente, con responsabilità autonoma: prima come docente di “Politiche urbane e territoriali” (ICAR 20) e, successivamente, di altre materie del settore ICAR 21. È anche docente di Corsi di perfezionamento dal 1996. Ha svolto attività di ricerca presso soggetti pubblici e privati.
Sembrerebbe opportuno un allargamento degli interessi scientifici del candidato ai temi più specifici del settore ICAR 21, della progettazione e della pianificazione urbanistica.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato si distingue per l’intensa e qualificata attività di ricerca, tradotta in una copiosa pubblicistica con editori talvolta anche di livello internazionale. Nel corso del tempo il nucleo tematico al centro della sua riflessione è andato evolvendo, dagli iniziali interessi per le forme sociali di uso del territorio e dell’abitazione verso le politiche di sviluppo locale e le strumentazioni per la programmazione dei progetti urbani e territoriali, fino alle nuove politiche urbane inquadrate in una prospettiva europea. Particolarmente significativi al riguardo sono il suo volume “Progetti di sviluppo del territorio”, 2003, un bilancio critico dell’esperienza delle azioni integrate locali in Italia e in Europa; e poi il suo “Europa delle città”, 2005, uno studio comparativo che cerca di individuare uno stile comune del governo del territorio in Europa.
Partecipazione qualificata a reti di ricerca interdisciplinari, rigore metodologico e forte apertura ai confronti internazionali nell’affrontare temi innovativi delle politiche urbane in una prospettiva europea, caratterizzano il profilo di un ricercatore che ha saputo coltivare e sviluppare coerentemente un proprio spazio di approfondimento critico, su questioni che molto spesso travalicano l’ambito dell’urbanistica tradizionale, per misurarsi con le grandi sfide poste dal governo integrato dei territori urbani contemporanei.
Giudizio prof. FALINI
Laureato in Urbanistica nel 1983, Dottore di ricerca nel 1990, titolare di borsa post dottorato nel 1994-95, docente dal 1996, professore associato dal 2005, con esperienze didattiche in Usa, Francia, Inghilterra, Svezia.
La sua attività scientifica, avviatasi con studi sull’abusivismo e successivamente nel campo della rigenerazione urbana, si è ampliata negli anni investendo i temi elettivi delle politiche territoriali europee e dei progetti integrati.
Su questi temi sviluppa una vasta serie di lavori teorici ed applicati con apporti significativi per rigore ed approfondimento critico, molti dei quali hanno dato luogo a pubblicazioni in collane editoriali di interesse nazionale e a presentazioni ufficiali a congressi scientifici nazionali ed internazionali.
Le pubblicazioni attestano la continuità, l’interesse e la rilevanza della sua produzione scientifica, nonché le capacità elaborative della ricerca e dei suoi approfondimenti critici.
Giudizio prof. Morandi
L’attività scientifica e di ricerca del candidato risulta particolarmente consistente. Comprende libri, saggi e articoli per lo più pubblicati su collane editoriali di buon livello.
Il primo periodo di ricerca è concentrato è concentrato sul progetto urbano e si esprime attraverso il volume “Esperienze comuni e progetto urbano” dove la metodologia del progetto urbano è affrontata come metodologia complessa che intreccia la componente morfologica con gli aspetti attuativi e gestionali.
Successivamente le ricerche si concentrano su i processi collettivi di trasformazione del territorio, su le iniziative di riqualificazione urbana, su le forme di pianificazione innovativa. Un campo di ricerca particolarmente approfondito riguarda le trasformazioni territoriali del Lazio e dell’area romana.
Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo come particolarmente interessante e riconosciuta dalla comunità scientifica i volumi “Progetti di sviluppo del territorio e l’esempio delle città”, “L’Europa delle città” e la cura di un numero di Archivio di studi urbani e regionali su politiche territoriali e programmi europei. La concentrazione su gli studi delle politiche europee della pianificazione territoriale rende particolarmente incisivi gli studi più recenti del candidato. Consistente l’attività di coordinatore di programmi di ricerca presso soggetti pubblici e privati.
Per quanto detto, l’attività scientifica di Marco Cremaschi è particolarmente rilevante: occorre notare però che le componenti e le metodologie privilegiate nelle analisi e trasformazioni territoriali collocano la ricerca del candidato sempre più nell’area disciplinare ICAR 20.
PAOLO FUSERO
Giudizio prof. Belli
L’attività di ricerca del candidato assume una caratterizzazione
interessante e pertinente il campo disciplinare a concorso, intorno
all’esplorazione dei modi esercitati dalle moderne tecnologie della
comunicazione. Queste sono indagate sia per i cambiamenti indotti nella
disciplina urbanistica, sia per l’esplorazione di futuri modelli di
organizzazione del territorio.
Lo sforzo della produzione
scientifica condotta è quello di tentare di movimentare l’inerzia al cambiamento che viene
riscontrata nella disciplina, e di produrre anche una riconsiderazione del
rapporto pubblico-privato all’interno di una maggiore efficienza degli
strumenti urbanistici. S’innesta qui anche la riflessione su esperienze
straniere, in particolare quella canadese.
Le pubblicazioni, apprezzate nella comunità scientifica anche al di
fuori dei confini nazionali, hanno un buon rilievo editoriale.
Giudizio prof. Carta
I suoi interessi scientifici fin dalla prima fase vertono sul rapporto pubblico-privato, come base del progetto urbanistico e sulla nozione di ambiente, come sistema di relazioni fisiche e sociali.
Successivamente integra questi interessi con studi sulla politica urbanistica degli Enti locali. Unisce all’attività scientifica quella dei concorsi e degli scambi didattici italiani e internazionali. Il suo profilo scientifico ha quindi una base ambientale.
Organizza catalogazione di edifici e situazioni di Piani Adriatici in elaborati grafici e fotografici sul rapporto architettura-città, sull’organizzazione storica dello spazio costruito, temi dove si nota una sua originale presenza.
Le proposte progettuali presenti nel curriculum sono dovute ad occasioni di ricerca e concorsi, e sono analisi a scala diversa. In esse viene esibita la città con chiarezza didattica.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato mostra una solida e aggiornata competenza nel trattare i temi della conoscenza, della pianificazione e della gestione, approfonditi anche sotto il profilo della fattibilità dei meccanismi attuativi del piano, e rielaborati criticamente secondo percorsi di ricerca propri dell’urbanistica, ma aperti anche al confronto interdisciplinare. Soprattutto si evidenzia per la sua spiccata attitudine ai temi dell’innovazione. Questi sono stati esplorati con notevoli spunti di originalità e con rigore di metodo, con particolare riferimento alle nuove tecnologie ICT e al loro possibile ruolo nella evoluzione disciplinare, sia sotto il profilo dei contenuti che delle strumentazioni di intervento. Ciò emerge in particolar modo nella sua pubblicazione più recente, “E-city, Reti digitali città del futuro”. Il volume, prodotto da un editore con diffusione internazionale, rappresenta un pregevole bilancio critico a tutto campo sullo stato dell’arte e sugli scenari di mutamento delle reti digitali, e le loro conseguenze per la pianificazione e l’evoluzione delle città, che al momento ha pochi riscontri nella letteratura internazionale.
La circolarità tra ricerca, didattica e
sperimentazione qualifica la figura di un candidato che alla capacità
d’innovazione aggiunge quella di una notevole padronanza degli strumenti
concettuali e operativi dell’urbanistica, qualificandosi come ricercatore ormai
pienamente maturo per assumere responsabilità più rilevanti nell’ambito delle
discipline messe a concorso.
Giudizio prof. FALINI
Laureato in Architettura nel 1986, dottore di ricerca nel 1996, ricercatore nel 1999, è professore associato di Urbanistica dal 2006.Visiting Scholar presso la Tonji University di Shanghai (1991) e PhD student presso la Waterloo University di Toronto (1994).
Collaboratore alla redazione di numerosi piani e consulente di diversi progetti urbanistici, è stato nel 1996-98 City Manager del Comune di Parma.
La sua attività di ricerca verte principalmente sui temi dell’innovazione degli strumenti urbanistici con particolare riferimento allo sviluppo delle reti digitali e sulle nuove metodologie didattiche di insegnamento a distanza. In entrambi questi campi ha sviluppato una numerosa serie di studi e di sperimentazioni dirette, con contributi di rilevante interesse per originalità di concezione e approfondimento metodologico. Gli esiti di questi lavori, in gran parte pionieristici, sono oggetto di presentazioni in convegni nazionali ed internazionali e di pubblicazioni in collane scientifiche specializzate, fra le quali si segnala particolarmente, per l’ampiezza dei temi affrontati e la completezza della trattazione, il libro “ E-city, reti digitali e città del futuro”.
Giudizio prof. Morandi
L’attività scientifica di Paolo Fusero inizia con un impegno nella progettazione urbanistica. Su questo campo collabora con Bruno Gabrielli all’elaborazione di numerosi piani urbanistici. Si tratta di piani che si configurano come ricerche originali sulle problematiche dell’urbanistica e che hanno contribuito, insieme ad altre ricerche contemporanee, ad una nuova configurazione del progetto urbanistico.
Nella sua formazione è importante il periodo passato all’estero e in particolare all’università di Toronto, dove ha acquisito metodi e informazioni che gli hanno permesso di elaborare saggi di un certo interesse sulla struttura urbanistica canadese.
Dal 2000 ha iniziato la sua esperienza universitaria presso la Facoltà di Architettura di Pescara, dove oltre alle attività didattiche e di ricerca ha svolto una intensa attività gestionale che lo ha portato a ricoprire oggi la carica di coordinatore dell’ufficio di presidenza della facoltà .
La ricerca si è concentrata in un primo momento sulla periferia urbana e su i rapporti tra le centralità nelle aree metropolitane. Un libro del candidato affronta questi temi su Genova dando una descrizione agile di alcuni problemi. Queste stesse tematiche sono affrontate in relazione alla elaborazione del piano nel volume “Pubblico-privato nel PRG”.
Attualmente la sua ricerca è concentrata sull’innovazione degli strumenti urbanistici con particolare attenzione allo sviluppo delle reti digitali. Su questo tema il candidato, nelle pubblicazioni presentate, dimostra un buon controllo sulle problematiche generali (v. il saggio pubblicato su Reti digitali e riqualificazione territoriale adriatica) .
Le prospettive di una visione reticolare nel governo del territorio è affrontata in un libro, “E city”, dove il candidato comincia ad inquadrare in termini critici il quesito classico sulle possibilità che ha il digital urban planning di produrre nuovi sistemi insediativi. Il volume è corredato da una serie di immagini interessanti.
MARCELLO MAMOLI
Giudizio prof. Belli
L’attività di ricerca del candidato si rivolge in più direzioni. Da un
interesse di carattere storico nella ricostruzione postbellica in Europa,
l’attenzione si rivolge ad argomenti
diversi legati alla tutela e
recupero del paesaggio delle regioni alpine, della legislazione in materia di
tutela delle zone di particolare interesse ambientale, della progettazione di
itinerari e attrezzature ciclabili.
Si avverte una certa discontinuità
cui corrisponde un ampio impegno nell’attività didattica. Alcune
pubblicazioni hanno collocazione editoriale di buon livello e risultano
accreditate nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
Il filone principale delle pubblicazioni è dato dalla progettazione di spazi verdi urbani e dall’ambiente montano. A questa progettazione vengono abbinati la ricerca sui Monti Berici (Vicenza) che appare solo descrittiva e la rinaturalizzazione della città con la tradizione del verde urbano proveniente dalla Bassa Sassonia e da Monaco; l’utile manuale di progettazione di itinerari ciclabili (studiato per la regione Veneto). Più interessante la ricerca sulle trasformazioni recenti nelle città tedesche con documentazioni di prima mano. Data la frequentazione in area nordica del candidato, appare puntuale e ben documentata da schede e mappe la ricerca sulla tutela del paesaggio in Germania e il manuale di tutela e conservazione degli insediamenti tradizionale alpini. In quest’ultimo studio, per la parte disciplinare, tuttavia, il candidato oscilla fra elementi solo percettivi attivi e passivi nelle vallate, senza portare elementi analitici territoriali.
Infine basilare appare la prima parte del libro sull’urbanistica del secondo dopoguerra del 1988, dove tuttavia non si deduce una sua presenza distinta (a parte l’autocertificazione) e sorprende non trovare alcuni degli spunti sul territorio non urbanizzato, anch’ esso oggetto della disciplina e della sua storia, proprio i temi prediletti più di recente dal candidato. Buona la collocazione editoriale delle pubblicazioni.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato nella sua lunga esperienza affronta una varietà di temi, dalla ricostruzione storica delle vicende urbanistiche europee, alle modalità di progetto e intervento nei territori montani, alle applicazioni delle metodologie VAS nell’ambito dei processi di pianificazione. Tra le pubblicazioni spicca il volume “Storia dell’urbanistica. L’Europa del secondo dopoguerra”, 1988, stampato da un editore di rilevanza nazionale, in cui appare come autore della parte relativa alla ricostruzione delle città, assumendo la storia urbanistica come espressione della storia delle città , dei loro piani e dei progetti attuativi.
Il candidato si distingue anche per il grande impegno profuso nelle attività di insegnamento e di gestione istituzionale, e per la partecipazione qualificata a programmi di scambio internazionali sviluppati presso la sede di Venezia.
Giudizio prof. FALINI
Laureato in Architettura nel 1973, borsista e poi ricercatore riconfermato
dal 1981 al 1992, professore associato in Urbanistica presso l’IUAV, svolge attività didattiche e
di ricerca scientifica in piena
coerenza con le discipline comprese nel
settore scientifico-disciplinare ICAR 21.
Ha insegnato in diverse università e
istituzioni italiane e straniere ed ha svolto negli anni ricerche
scientifiche per il CNR e il MURST,
alcune delle quali hanno avuto esito in pubblicazioni di rilievo nazionale,
quali il libro “ Storia dell’urbanistica”, redatto in qualità di co-autore nel 1988.
Negli anni recenti, accanto ad un intenso impegno nell’attività
didattica, partecipa in qualità di membro a diversi gruppi di ricerca
nazionale sui principali temi emergenti nel dibattito disciplinare italiano
e segnatamente in materia di recupero
del paesaggio e di riqualificazione
dell’ esistente , con numerosi
contributi di approfondimento critico
ed apporti di sistematizzazione
metodologica, fra i quali si segnala
particolarmente per la completezza della trattazione, il manuale da lui
curato “ Progettare nello spazio alpino. Manuale per la tutela, conservazione e recupero del
paesaggio, degli insediamenti e delle architetture tradizionali”, del
2001.
Giudizio prof. Morandi
L’attività accademica del candidato è particolarmente intensa. Ha partecipato alla vita culturale e didattica dello IUAV fin dal 1972 ottenendo alcune borse di studio internazionali.
La sua attività didattica presso lo IUAV è particolarmente intensa e lo vede relatore di un numero elevatissimo di tesi di laurea e organizzatore di seminari mostre e stage. Questo, aggiunto alle esperienze didattiche svolte in altre università (Algeri, Dublino, Dortmund, Malta), rende il candidato un docente maturo ed esperto.
La sua partecipazione alla vita accademica è documentata dalla sua presenza in diverse commissioni di gestione.
Il ruolo di responsabile avuto in numerose ricerche MPI, nelle ricerche PRIN 2005 e 2007 dimostra un’attitudine del candidato a dirigere e coordinare l’attività di ricerca collettiva.
I campi di interesse, pur variando negli anni, hanno riguardato sempre i problemi qualitativi degli spazi urbani e territoriali e la storia dell’urbanistica. Su questo argomento ha redatto un volume, in collaborazione di cui ha redatto la prima parte, su l’urbanistica del secondo dopoguerra. Si tratta di un volume inserito nella collana di Laterza di storia dell’urbanistica di alta qualità scientifica e riferimento costante per gli studiosi.
Ha redatto numerose altre pubblicazioni: Di quelle presentate al concorso ricordiamo “Pianificazione e tutela del paesaggio nella Germania Federale” nella quale il candidato riporta i risultati degli studi fatti su alcune aree specifiche (Erlangen) e svolge una serie di considerazioni interessanti sulla situazione urbanistica italiana in rapporto a quella tedesca.
I suoi interessi si sono negli ultimi anni spostati sui problemi del paesaggio. Il paesaggio è infatti il riferimento per il Manuale per la progettazione di itinerari e attrezzature ciclabili e del volume “Progettare nello spazio alpino”. In questo volume il candidato dimostra una notevole competenza sul problema del progetto riuscendone a controllare in un ambito specifico quale quello affrontato le diverse scale dal territorio all’architettura.
La varietà e la qualità di esperienze condotte dal candidato lo portano oggi ad avere una maturità di docente e di ricercatore.
CHIARA MAZZOLENI
Giudizio prof. Belli
La ricerca della candidata, del tutto pertinente al campo disciplinare a
concorso, muove dallo studio delle politiche abitative traguardate in rapporto
alle dinamiche del settore edilizio. Si è andata poi specificando con un
approfondimento del ruolo svolto dagli strumenti urbanistici nei processi di
gestione e trasformazione del territorio. E acquista riconoscibilità nel testo sull’urbanistica nel Novecento a partire da un approccio al
contributo offerto da alcune figure rilevanti della e per l’urbanistica
italiana (Astengo, Doglio, Mumford). In particolare l’attenzione è rivolta
verso la documentazione dell’apporto di contributi di frontiera che hanno
fertilizzato alcune prospettive disciplinari.
I contributi sono pubblicati da case editrici significative e risultano accreditati nella comunità
scientifica .
Giudizio prof. Carta
La candidata segnala come tema centrale della sua attività didattica e di ricerca l’unità di analisi storica dei padri dell’Urbanistica in rapporto al progetto, come premessa all’avanzamento della disciplina; mostra interessi che vanno dal ruolo strategico di Piani esemplari, come quello di Bergamo di Astengo nel ciclo dal progetto al piano di riqualificazione della città esistente, al piano globale con una ricerca di integrazione nell’obiettivo comune della progettazione. Si segnala un’attività di organizzazione e promozione culturale sui temi dell’insegnamento e negli organismi istituzionali.
Della sua attività scientifica e didattica fornisce nel curriculum resoconti che documentano interessi di approfondimento sulla trasformazione dell’istituto del Piano regolatore, anche se la sequenza di argomenti mostra un carattere ripetitivo. Si nota una prevalenza di temi centrali, storia e tecniche della progettazione urbanistica, parametri dell’analisi urbana, attorno alla quale ruota una documentata urbanistica italiana.
Anche l’attività didattica si presenta coerente. La produzione pubblicistica rivela coerenza sia nell’impegno che nel progressivo avanzamento della maturazione scientifica e culturale, che risulta pienamente raggiunta nei contributi dell’ultimo decennio i quali, oltre a possedere un significato teoretico intrinseco, prospettano scenari di ricadute didattiche sia in direzione storica che progettuale.
Desta meraviglia, tuttavia, che a fronte della storia del pensiero di padri fondatori come Mumford e Astengo, per quel che riguarda la moderna disciplina urbanistica nella storia e nel progetto, la candidata si sia intrattenuta pure su figure minori.
Giudizio prof. Clementi
La candidata è particolarmente riconoscibile per i suoi specifici interessi di ricerca
legati ad alcune figure chiave dell’urbanistica moderna, rilette in particolare
attraverso la loro apertura disciplinare ai temi delle scienze sociali e ai contributi offerti
all’evoluzione della cultura architettonica e urbanistica italiana. Ciò si
evidenzia soprattutto nei riguardi di Astengo, ( cura del volume “Teoria del
piano. Astengo e il piano di Bergamo”, 1983), Doglio ( cura del volume “Per
prova ed errore”, 1995), Mumford ( suo è il volume “L.Mumford, in difesa della città”, 2001).
Più recentemente si è occupata dell’evoluzione del piano regolatore in Italia,
anch’essa trattata in chiave storiografica e come occasione per riflettere
criticamente sul ruolo degli strumenti urbanistici nella trasformazione del
territorio.
Nel complesso, si delinea la figura di una ricercatrice di valore,
particolarmente impegnata ad approfondire l’ interpretazione dell’urbanistica
come pratica sociale, sia attraverso la attenta ricostruzione delle vicende
storiche che attraverso la ricerca su temi di rilevanza disciplinare, in
particolare il ruolo degli strumenti di pianificazione nelle pratiche di
governo del territorio e la evoluzione delle forme dello spazio pubblico nella
città europea.
Giudizio prof. FALINI
La candidata affronta come tema centrale della sua attività scientifica la ricostruzione interpretativa della disciplina urbanistica nel nostro paese, con particolare riferimento ad alcune delle sue figure ed esperienze più significative così come delle sue principali linee e tradizioni di pensiero.
Fra le figure esaminate, dopo G. Astengo, sulla cui attività nel 1983 ha curato il libro “ Giovanni Astengo e il piano di Bergamo: un caso paradigmatico”, ha studiato Carlo Doglio, con il libro da lei curato nel 1995 “ Per prova ed errore”, e più recentemente Lewis Mumford , con il volume del 2001 “ In difesa della città” . Nei suoi ulteriori sviluppi, la sua ricerca vede come campo tematico elettivo l’istituto del piano regolatore, indagato tanto quale dispositivo prima subordinato e successivamente autonomo, quanto nei rapporti tra l’evoluzione del quadro normativo e quella disciplinare. Anche su questi temi, sviluppa una vasta serie di contributi critici che si segnalano particolarmente per originalità e rigore metodologico. Le pubblicazioni presentate- edite presso case editrici di rilevanza nazionale e con ampia diffusione nella comunità scientifica- evidenziano la continuità temporale della sua produzione, facendone emergere la figura di docente e studiosa matura.
Giudizio prof. Morandi
L’attività accademica della candidata risulta particolarmente intensa e copre i diversi ambiti disciplinari del raggruppamento ICAR 21.
L’attività didattica, iniziata nel 1990, si è sviluppata ricoprendo vari incarichi di insegnamento nelle discipline urbanistiche soprattutto presso lo IUAV , ma anche presso altre università o istituti di formazione.
L’attività di ricerca è principalmente concentrata sull’ analisi storico-critica delle tematiche urbanistiche. In questo campo privilegia quel filone di ricerca che affronta le tematiche territoriali in una visione integrata tra morfologia e modalità di fruizione dell’ambiente.
Sono di particolare interesse le sue ricerche su alcuni personaggi dell’urbanistica internazionale, alle quali corrispondono pubblicazioni che raccolgono scritti originali e una premessa critica della candidata. Ricordiamo il volume che raccoglie alcuni scritti di Mumford sulla crisi della città contemporanea e un saggio particolarmente approfondito che affronta le influenze di Mumford sulla cultura italiana. La sua ricerca sulle figure salienti dell’urbanistica è sviluppata in altri due saggi presentati su Carlo Doglio e su Giovanni Astengo.
Più recentemente le sue ricerche e le sue pubblicazioni si sono concentrate su le trasformazioni della disciplina urbanistica e delle città contemporanee.
La sua partecipazione all’attività culturale urbanistica è documentata dalla partecipazione a molti convegni e all’organizzazione di seminari e giornate di studio.
Ha svolto ruoli di consulenza per amministrazioni pubbliche soprattutto su ricerche di analisi territoriali e ha partecipato alla redazione di qualche variante ai piani urbanistici.
L’attività di ricerca più significativa della candidata riguarda la storia e l’analisi critica della disciplina urbanistica e si è concretizzata in pubblicazioni edite da case editrici di prestigio e riconosciute a livello nazionale.
ANNA PALAZZO
Giudizio prof. Belli
L’attività di ricerca della candidata, certamente pertinente al campo
disciplinare a concorso, è orientata ai temi della riqualificazione della città
esistente e delle permanenze storiche, per arricchirsi con gli impulsi derivanti dalle politiche promosse dall’Ue. E
soprattutto in riferimento ai programmi complessi e alle pratiche integrate
rivolte alla rigenerazione urbana.
La ricerca pur attenta non esprime tratti di particolare innovatività.
Le pubblicazioni hanno buon rilievo editoriale e risultano
accreditate nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
La candidata presenta una carriera variamente disposta, con conoscenza di lingue, frequentazione di corsi di specializzazione, interventi per il Centro Storico di Roma, studi di fattibilità, e formazione presso il Ministero Lavori Pubblici, presso la Regione Abruzzo, nel programma Euroter, Itaten, Cresme, Ministero Beni Culturali.
Di tutte queste esperienze risultano tracce evidenti nel curriculum e nelle pubblicazioni, da riunire in tre filoni, quali: a) ricerche sulle città storiche con notevoli esempi di città italiane; b) ricerche sul paesaggio in trasformazione, tanto del territorio di S. Marino, quanto della campagna romana; c) ricerche teoriche sulla pianificazione, sulla valutazione, e sulla sostenibilità.
In qualche pubblicazione non è ben individuabile il ruolo della candidata. Nel volume sulle città storiche, elemento di pregio è la presentazione a scala architettonica di “materiali per il riuso” e di esempi illustrati a piccola scala, tipici dell’edilizia storica.
Giudizio prof. Clementi
Emerge il profilo di una studiosa che ha saputo
approfondire con coerenza e notevole padronanza di metodo soprattutto i temi
della conoscenza, interpretazione e pianificazione del territorio storico.
Particolarmente significativa al riguardo appare la pubblicazione da lei curata
“Campagne urbane. Paesaggi in trasformazione nell’area romana”, 2005, in cui la
candidata adopera in modo colto la categoria del paesaggio, dimostrandone
la notevole fertilità ai fini della
interpretazione delle complesse
questioni di governo delle trasformazioni che investono gli spazi intermedi tra
città e territori aperti.
Di sicuro
intereresse appaiono anche i suoi contributi allo studio delle
trasformazioni territoriali, nel cui ambito si è distinta in particolare per la
partecipazione qualificata ad importanti ricerche nazionali, come evidenziato
in particolare dal qualificato ruolo assunto nel programma “Itaten” e nel
programma “Reti e territori al futuro”, entrambi promossi dal ministero dei
Lavori pubblici.
Per la sua competenza sui temi del paesaggio storico,
e per la maturità dimostrata nel trattare la conoscenza delle trasformazioni
urbane e territoriali, la candidata si
pone all’attenzione sul piano nazionale, in particolare come interprete
qualificata del rapporto tra urbanistica
e patrimonio culturale e ambientale, un
tema di assoluta centralità nell’esperienza
italiana.
Giudizio prof. FALINI
L’attività di ricerca della candidata copre un esteso arco tematico che vede, oltre alle politiche del recupero e della riqualificazione dell’esistente, l’ampliamento dell’interesse alle questioni emergenti della valorizzazione delle permanenze nella pianificazione di area vasta e, più recentemente, lo studio dei modelli di urbanizzazione estensiva in Italia, le politiche territoriali europee ed i nuovi programmi complessi, con particolare riferimento alle questioni dell’integrazione e dell’apprendimento istituzionale nei processi di rigenerazione urbana. Su tali temi svolge una serie rilevante di contributi d’analisi critica e di approfondimento metodologico, molti dei quali sono stati oggetto di pubblicazioni in collane editoriali di rilevanza e diffusione nazionale. Fra i contributi più significativi, si segnalano particolarmente il libro da lei curato nel 2005 “ Campagne urbane. Paesaggi in trasformazione nell’area romana” e il volume redatto in qualità di co-autore nel 2006 “Il territorio di San Marino. Indirizzi per un paesaggio in trasformazione”, entrambi dedicati alle forme insediative emergenti nei territori d’area vasta ereditati ed alle esigenze di adottare corrispondenti forme di progettazione . Le pubblicazioni presentate attestano la maturità e la continuità della produzione scientifica svolta, così come il rilevante contributo di originalità, finezza critica ed accuratezza metodologica dei suoi apporti.
Giudizio prof. Morandi
Dal curriculum di Anna Palazzo emerge un’attenzione a diverse tematiche dell’urbanistica che si sono succedute negli ultimi vent’anni.
Un primo interesse è rivolto alle tematiche del centro storico argomento al quale dedica diverse pubblicazioni tra le quali emerge il volume edito dal Sole24 ore “Città storiche e interventi per il riuso”, redatto in collaborazione.
L’altro interesse è rivolto alle problematiche che si pongono nei processi insediativi estensivi. Su questo tema è interessante e originale per l’ambito trattato, il volume “Il territorio di San Marino. Indirizzi per un paesaggio”. Nel saggio redatto dalla candidata sono affrontati in modo approfondito i problemi relativi alle pratiche di intervento nei territori aperti.
Questa tematica, dove è concentrata la ricerca della Palazzo negli ultimi anni, trova una sua restituzione teorica e applicativa nel bel volume “Campagne Urbane. Paesaggi in trasformazione nell’area romana”.
Da segnalare il suo impegno continuo nell’ambito dell’INU, caratterizzato dall’ intensa partecipazione ad attività varie e dalla collaborazione alle diverse pubblicazioni.
L’attività didattica, iniziata nel 1988, è svolta attualmente presso la facoltà di architettura di Roma 3, facoltà dove dimostra di svolgere una intensa attività istituzionale.
La produzione pubblicistica della candidata è particolarmente vasta e affronta una pluralità di argomenti Le caratteristiche delle tematiche affrontate e l’immedesimazione con la quale sono sviluppate indicano una particolare curiosità scientifica della candidata.
MICHELANGELO RUSSO
Giudizio prof. Belli
Il candidato ha incentrato la sua ricerca sul nesso
conoscenza/previsione/progetto come chiave di lettura della sua attività: la
dismissione produttiva, le politiche di sviluppo locale, le politiche di
mitigazione del rischio Vesuvio e la
loro incidenza sulla forma dell’area metropolitana.
L’attenzione è rivolta ai fenomeni caratterizzanti le forme più ambigue
e difficilmente codificabili di trasformazione del territorio e di questioni
cruciali come quelle della densità metropolitana, delle infrastrutture e della
città pubblica, creando collegamenti originali e innovativi tra processi
sociali e forma urbis nei suoi aspetti fisco morfologici del tutto pertinenti
per il settore disciplinare a concorso.
Costante è l’impegno di ridefinizione del ruolo del progetto in
urbanistica inteso come capacità istituzionale, tecnica e sociale di
prefigurare gli scenari del cambiamento. Un’idea di progetto indagata a partire
dalla lettura dell’esperienza napoletana che consente al candidato di mettere a
fuoco la relazione tra “visione d’insieme” e azioni puntuali, in riferimento al
progetto integrato come forma di coerenza tra settorialità spesso in contrasto.
Significativo è lo sforzo per individuare quanto della città pubblica si sia
infiltrato nel senso di identità collettiva dei quartieri della periferia,
quanto della memoria industriale si sia rivolto a definire uno sviluppo
innovativo e quanto della progettazione delle infrastrutture possa incidere
nella qualità dello spazio pubblico, o infine quanto della mitigazione del
rischio urbano possa trasformarsi in strategia in grado di ricercare una nuova
forma territoriale.
Le pubblicazioni fanno riferimento a editori accreditati e sono ben
diffuse nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
Michelangelo Russo nasce a Napoli nel 1965 e si occupa quindi del territorio meridionale e della sua città.
Il candidato, fin dalla sua laurea, pubblica saggi e articoli su varie riviste a carattere locale e nazionale, facendosi interprete della costruzione dei piani degli ultimi decenni nella realtà campana alla luce della componente disciplinare della storia urbanistica dal dopoguerra ad oggi e della opportunità offerta dai siti.
Con continuità didattica affronta da ottiche originali il problema delle aree dismesse della città come palinsesto e testo eloquente, come organismo circoscritto e formalizzato. Il candidato esamina i temi della città fisica, e i temi della città sociale nel Mezzogiorno, riportando le sue conclusioni sugli studi scientifici pubblicati.
I suoi programmi di ricerca vertono in prevalenza sull’area napoletana, sulle politiche urbane, sulle espansioni urbane a cavallo del secolo scorso, sulle periferie, sul rapporto storico fra tipo e morfologia, sulla valorizzazione ambientale nel difficile rapporto fra pianificazione e politica nel Mezzogiorno italiano.
Sembrano più interessanti le pubblicazioni sulla morfogenesi dello spazio collettivo - la città mosaico del 2008 – mettendo in evidenza la gerarchia territoriale e il rapporto fra agricoltura e nuovi paesaggi, un testo tutto a firma del candidato.
Nelle altre pubblicazioni (a cura di terzi) sono evidenti i saggi del candidato sulle metropoli meridionali del 2005 e sulla mobilità del 2007.
Giudizio prof. Clementi
Una notevole vivacità di interessi e freschezza di approccio interdisciplinare caratterizza il profilo di questo candidato che, seppur relativamente giovane, si è saputo misurare creativamente con una varietà di temi al centro della attuale ricerca urbanistica. Le diverse esperienze di ricerca – a partire dagli iniziali temi della dismissione e riqualificazione della città esistente ( di cui al suo volume “Aree dismesse”, del 1998) fino a quelli delle infrastrutture per la mobilità come matrici di una nuova qualità urbana ( si veda il saggio “Urbanistica della mobilità”, 2007) assumono come filo conduttore il ruolo del progetto nella costruzione della città contemporanea. Soprattutto nel suo ultimo volume, “Città-mosaico”, le riflessioni sul progetto sfociano in una ritematizzazione della sua natura e dei suoi contenuti che appare ormai matura, convincente e per molti versi innovativa.
Gli approfondimenti sul modo d’intendere il progetto sono accompagnati dall’interpretazione critica dei mutamenti che caratterizzano il territorio contemporaneo, oggetto di molteplici ricerche sviluppate anche in ambito europeo.
Autonomia nella costruzione del proprio profilo di ricercatore, attitudine all’esplorazione innovativa e pluridisciplinare delle categorie della contemporaneità nelle teorie e nelle pratiche dell’urbanistica, e circolarità tra le attività di ricerca e d’insegnamento, caratterizzano complessivamente una personalità che appare ormai matura per assumere responsabilità più rilevanti nell’ambito delle discipline messe a concorso.
Giudizio prof. FALINI
Laureato nel 1989, dottore di ricerca nel 1997, assegnista nel 1998-2000. professore associato dal 2002, docente di Master di II livello, svolge attività didattiche e scientifiche pienamente congruenti con le discipline comprese nel settore scientifico disciplinare ICAR 21.
I temi di ricerca sono incentrati sui fuochi principali del dibattito disciplinare ed in particolare sulle trasformazioni del territorio contemporaneo e sull’innovazione degli strumenti e dei metodi del progetto urbanistico, in relazione all’ efficacia e alla razionalità. Su questi temi porta contributi di rilevante interesse per originalità e rigore metodologico, molti dei quali hanno avuto esito in pubblicazioni in collane editoriali di livello e diffusione nazionale, fra le quali si segnalano particolarmente il libro “Aree dimesse. Figure e risorse della città esistente”del 1998, che espone i suoi studi sugli ambiti urbani strategici nel quadro delle politiche di rigenerazione e di ricomposizione della città; e il volume, edito nel 2008, “La città mosaico. Il progetto contemporaneo oltre la settorialità”, che affronta i temi emergenti dell’integrazione e del superamento delle settorialità nei processi di produzione urbana.
Giudizio prof. Morandi
L’attività accademica e di ricerca del candidato si è svolta, salvo un periodo passato alla Columbia University in seguito al conseguimento di una borsa di studio CNR, presso l’università Federico II di Napoli.
Sin da subito si delineano i due campi di ricerca sui i quali si concentreranno le sue attività :
- le trasformazioni del territorio contemporaneo
- l’innovazione degli strumenti e dei metodi del progetto urbanistico
Sul primo argomento produce un’interessante pubblicazione nel 1998, “Aree dismesse”, dove il tema del titolo è affrontato in modo generale e approfondito attraverso l’analisi di due casi di studio: Venezia e Prato.
Napoli e la Campania sono due campi di studio privilegiati dal candidato sui quali produce alcuni saggi di un certo interesse.
Per quanto riguarda il secondo campo di ricerca Russo affronta un tema particolarmente interessante nel momento in cui l’innovazione del progetto urbanistico è messa in relazione con gli apporti che possono fornire le metodologie proprie del progetto urbano. Il candidato si misura così con un tema fondamentale del progetto della città e del territorio che è quello della ricomposizione tra architettura e urbanistica. Questo impegno è documentato anche attraverso la partecipazione del candidato ad un certo numero di concorsi di progettazione.
Le pubblicazioni sono numerose e l’attività didattica è svolta con impegno su temi interessanti: si ricordano a questo proposito le tematiche affrontate nell’ambito del dottorato di ricerca dalle tesi seguite dal candidato.
MASSIMO SARGOLINI
Giudizio prof. Belli
All’interno di un’attività di ricerca pertinente il campo disciplinare a
concorso, il candidato presenta una riflessione un po’ ripetitiva su alcuni
temi, per altro rilevanti, della pianificazione delle aree protette. Vengono
affrontati aspetti significativi, in parte messi in moto dall’interesse suscitato dalla Convenzione Europea del
paesaggio, che il tema della sostenibilità degli interventi sul territorio
determina: il rapporto tra conservazione e trasformazione, quello tra
integrazione e separazione, quello delle reti ecologiche.
Questi studi sono profondamente intrecciati con una vasta attività di
consulenza per numerosi enti pubblici.Talvolta però si tratta di curatele o di
riorganizzazione di contributi precedenti che non forniscono un contributo
ulteriore. Le pubblicazioni sono di editori minori poco rilevanti e risultano poco diffusi nella comunità
scientifica. Si avverte l’opportunità di un maggior approfondimento della
ricerca in essere.
Giudizio prof. Carta
Il candidato si dedica in prevalenza alla pianificazione dei parchi, delle aree protette e delle reti ecologiche. Le sue principali ricerche sono ambientate nelle Marche, con le reti ecologiche e i siti Natura 2000. In un libro a più mani su questo argomento, il contributo specifico del candidato si ritrova sul ruolo e la responsabilità degli urbanisti sulle interazioni con i valori naturalistici e su metodologie e programmi in rete.
L’approfondimento dei temi del 2004 è posto in un libro sui rapporti fra aree protette e pianificazione comunale, dove i vari contributi appaiono più distesi e individuabili; in un libro del 2005 sul paesaggio, convenzione europea e, in particolare, sul paesaggio marchigiano. Anche in questo libro è individuabile la sua ricerca.
Gli scritti del 2006 sono precisi ma brevi, e danno per già acquisito tutto un dibattito dagli anni ’80 in poi, tipico del versante degli studi applicati. Interessanti le tabelle e le illustrazioni schematiche.
Parte dei contenuti di queste tre pubblicazioni sono inserite su Urbanistica Quaderno del 2007, interessante come conclusione su esperienze a confronto, pianificazione e gestione di aree, in particolare delle Marche.
Notevole, ma dispersa su vari contesti, è la sua attività didattica (Ascoli, Pesaro, Torino, Firenze, Camerino) sempre sui temi del paesaggio, conoscenze approdate nel 2001-2002 nella docenza del Corso di “Pianificazione Urbanistica e naturale” e “Pianificazione delle aree protette” al FORMEZ.
Interessanti le sue esperienze professionali, come consulente scientifico, o come coordinatore di Piani, nel campo del restauro di aree e manufatti culturali e storici.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato mostra continuità d’impegno e di approfondimento in particolare sui temi della conoscenza degli ecossistemi e della pianificazione ambientale. I suoi interessi iniziali sono andati evolvendo nel tempo verso le tematiche più complessive del paesaggio e del patrimonio ecologico-ambientale, entrambi assunti come valore guida dei processi di pianificazione territoriale, come si evince in particolare dalla pubblicazione “Paesaggio.Territorio del dialogo” da lui curata. Rigore metodologico, attenzione agli aspetti interdisciplinari e all’operatività delle conoscenze, caratterizzano il profilo di un ricercatore ormai sicuro delle strumentazioni disciplinari da utilizzare e delle scelte di valore a cui ispirare la pianificazione. Dalla produzione a stampa presentata, emergono contributi applicativi prevalentemente riferiti ai territori delle Marche e dell’Appennino centrale, analizzati sotto il profilo specifico della tutela delle aree con maggior valore naturalistico.
Giudizio prof. FALINI
Il candidato svolge attività didattiche e di ricerca scientifica in piena congruenza con le discipline comprese nel settore scientifico disciplinare ICAR 21.
I suoi interessi scientifici investono principalmente i temi della pianificazione ambientale e della conservazione del patrimonio ecologico-naturalistico, sui quali a partire dal 1992 tiene lezioni, corsi di insegnamento e master di II livello. Su questi temi, oltre a condurre numerose tesi di laurea e di master, è anche responsabile di diversi programmi di ricerca e di lavori applicati, molti dei quali interessanti il territorio appenninico dell’Italia centrale. Un elevato numero di queste ricerche ha trovato esito in pubblicazioni di significativa rilevanza disciplinare, fra le quali si segnalano particolarmente il libro “ Reti ecologiche” del 2006 e lo studio da lui curato, edito nella collana di Urbanistica Quaderni,“La pianificazione delle aree protette nelle Marche”.
Giudizio prof. Morandi
L’attività didattica di Massimo Sargolini è consistente. Inizia fin dal 1991 con corsi tenuti presso la facoltà di architettura di Firenze e altre università per continuare poi come ricercatore e poi come professore associato presso la facoltà di architettura di Ascoli Piceno.
Affronta principalmente le tematiche ambientali, tematiche che anche se affrontate con angolazioni diverse caratterizzano la sua attività di ricerca.
Nel primo periodo svolto a Firenze la ricerca del candidato, pur occupandosi di tematiche ambientali affronta diverse situazioni internazionali. Successivamente la ricerca si è concentrata sulla regione Marche.
La persistenza su un ambito territoriale specifico, anche se indica una volontà del candidato all’approfondimento di un territorio, rende limitata la problematica di ricerca, come si riscontra anche nelle pubblicazioni nelle quali non compare un libro scritto dal candidato
Nelle pubblicazioni presentate , questo limite è in parte superato in quanto vengono presentate raccolte di saggi dove compaiono autori di prestigio che affrontano, in termini generali, le tematiche paesistiche e delle aree protette.
Si ritiene pertanto indispensabile la produzione da parte del candidato di una serie di riflessioni e la pubblicazione di un libro. Il libro “Scritti sulla pianificazione delle aree protette” è infatti soltanto una raccolta non ragionata di saggi pubblicati in diversi anni dal candidato.
PAOLO SCATTONI
Giudizio prof. Belli
La ricerca del candidato segue più itinerari a partire da un’ iniziale forte attenzione
per la cultura e l’esperienza di piano inglese. Manca però, all’interno del
settore disciplinare a concorso, un vero contributo originale e innovativo. Non
risulta tale infatti né la riflessione sull’urbanistica in Italia dall’Unità ai
giorni nostri, che ha per lo più carattere di testo didattico, né
l’esplorazione condotta sulla città subtropicale. Gli altri contributi segnalano
per lo più un impegno di semplice curatela, e di coordinamento di contributi
altrui. Le pubblicazioni sono in alcuni casi in lingua inglese o tedesca,
presso riviste di tali Paesi, e altre in edizioni italiane, solo in parte
risultano diffuse nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
Il candidato si applica subito dopo la laurea alla ricerca, in particolare nell’ambito del CNR. Successivamente, all’Università di Newcastle - Department of town planning – trova abbondanti criteri di riflessione teorica e pratica sulla pianificazione inglese. Ottiene importanti collaborazioni di ricerca e insegnamento a Maputu in Mozambico e in Eritrea, dove diventa esperto residente e consulente.
Le sue consulenze esterne dall’Italstat, all’IPIGET, al COMETT gli permettono di studiare importanti aspetti di riflesso sul territorio reale e ne consentono valutazioni.
Di spessore l’opera sull’Italia contemporanea, dove viene evidenziata la radice della legge del 1942, soprattutto sulla pianificazione attuativa e sulla “antiurbanistica dei Comuni”, come giustamente è messo in evidenza. Sull’urbanistica dell’ultima generazione, sul percorso riformista, sulla perequazione ci si aspetterebbe un taglio più critico.
Poche le pagine sull’urbanistica in Eritrea, per documentare adeguatamente le esperienze in un paese così diverso dal nostro. Pubblica una sintesi del suo piano di Grosseto sul numero 133 di Urbanistica.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato si caratterizza per le sue interessanti esperienze condotte in ambito internazionale, in particolare presso un’università inglese e presso Paesi in via di sviluppo dove ha collaborato alla produzione di piani, alle attività d’insegnamento e ricerca presso istituti universitari. Meno significativa appare la produzione a stampa, per lo più datata, e di carattere prevalentemente descrittivo rispetto ad alcuni temi pur rilevanti della pianificazione. La sua opera più impegnativa risulta “L’urbanistica dell’Italia contemporanea” , un sintetico resoconto delle vicende urbanistiche del nostro paese, che non riflette un taglio critico particolarmente innovativo, assumendo in particolare la riforma del quadro legislativo come condizione necessaria per il mutamento delle pratiche disciplinari.
Giudizio prof. FALINI
PhD in Town and Country Planning, Professore Associato di Urbanistica, con esperienza di docente presso l’Università di Maputo nel 1995-96, svolge attività didattica e di ricerca pienamente congruenti con le discipline comprese nel settore scientifico-disciplinare ICAR 21.
I suoi interessi scientifici investono principalmente i temi della pianificazione nei Paesi in via di sviluppo e della costruzione e gestione del piano, sui quali ha sviluppato negli anni un’ampia serie di studi teorici ed applicati, molti dei quali si sono tradotti in saggi e pubblicazioni con buone collocazioni editoriali e ampia diffusione nella comunità scientifica.
Fra le attività applicative, si segnalano in particolare la partecipazione al Master Plan di Addis Abeba nel 1983-84 e la responsabilità scientifica del Piano Strutturale di Grosseto nel 2000-2006.
Le pubblicazioni presentate alla valutazione comparativa attestano la continuità della produzione svolta, il rigore metodologico e la capacità elaborativa della ricerca e degli approfondimenti critici. Particolarmente significativo è il volume “L’urbanistica dell’Italia contemporanea” nel quale la vicenda della pianificazione italiana è affrontata secondo angolazioni interpretative originali, con apporti significativi rispetto alla evoluzione disciplinare.
Giudizio prof. Morandi
In un primo periodo l’attività di ricerca del candidato si svolge soprattutto all’estero in Inghilterra e nei paesi in via di sviluppo. Il periodo di studio inglese si svolge all’università di New Castle ed è concentrato sulla applicabilità della pianificazione strutturale anglosassone nel contesto italiano. Su questo tema avvia una collaborazione italo britannica e produce una serie di pubblicazioni.
Per quanto riguarda i Paesi in via di sviluppo, il candidato svolge una attività di studio applicata partecipando all’elaborazione del piano di Addis Abeba e a progetti di ricerca in Eritrea e a Maputo.
Purtroppo, a parte un breve saggio sull’Eritrea, mancano pubblicazioni che permettono di valutare la qualità e l’approfondimento di queste esperienze da parte del candidato.
Negli ultimi anni il candidato si concentra sullo studio della “memoria della pianificazione”, come occasione per affrontare alcune tematiche sulla formazione e gestione del piano. Questa fase della ricerca è restituita in alcune brevi pubblicazioni e nel volume “L’urbanistica dell’età contemporanea”, che si configura più come materiale didattico che come riflessione originale.
L’attività progettuale principale del candidato è la redazione del piano strutturale di Grosseto: il piano è pubblicato in Urbanistica e commentato da numerosi saggi. Quello che si nota è l’assenza di una lettura critica dell’esperienza da parte dell’autore che si limita a co-firmare una breve scheda.
PAOLA VIGANO’
Giudizio prof. Belli
La ricerca della candidata muove dallo studio dei materiali elementari
della città contemporanea, congiuntamente all’esplorazione del progetto urbano
e di paesaggio come strumento di scavo significativo delle nuove forme
dell’organizzazione economica e sociale. L’attività condotta mostra
un’attenzione apprezzabile per il dibattito internazionale e per la
comparazione di situazioni di situazioni urbane e territoriali tra loro
distanti (la città mediterranea e la
città del Nord Europa; il Veneto e il Salento). Si manifesta il proposito di
approfondire il rilievo che assumono i caratteri di eterogeneità e
frammentarietà nella descrizione dei territori della contemporaneità, degli
assetti insediativi della dispersione, degli spai idioritmici e quelli
condivisi. Più recentemente la candidata manifesta un’apertura alla
comprensione del ruolo del paesaggio all’interno dell’evoluzione che il
progetto urbanistico tende progressivamente ad assumere. L’insistita attenzione
per il paesaggio della dispersione mira a precisare la individuazione di
modelli insediativi innovativi nel rapporto tra vissuto, pratiche e forme spaziali e alla ricognizione di nuove
espressioni dei processi di modernizzazione.
Gli studi sono pertinenti al campo disciplinare a concorso e sono
pubblicati in edizioni di rilievo e diffuse nella comunità scientifica.
Svolge un’ assidua attività di partecipazione a concorsi di
progettazione con un trasferimento un po’ rarefatto nella riflessione. Così le
pubblicazioni presentate riguardano per lo più curatele o brevi saggi non più
recentissimi.
Giudizio prof. Carta
La sua attività didattica, anche quando viaggia all’interno di matrici disciplinari varie, ha interessato soprattutto i temi della città e del territorio negli aspetti analitici, progettuali e gestionali, attenta ai contributi innovativi che andavano maturando nei cenacoli del pensiero urbanistico internazionale, specie in quelli di matrice anglosassone.
Le frequentazioni internazionali e i quaderni del dottorato di ricerca in Urbanistica (collana diretta dalla candidata con scritti anche in inglese) , hanno conferito ai suoi contributi, sia didattici che scientifici, connotazioni che hanno non solo accelerato il processo di crescita culturale della candidata nella specificità dell’area disciplinare a concorso, ma che hanno anche contribuito a determinare originalità nella struttura organizzata degli approcci. Si ritrova aperta a confronti multidisciplinari specie per quanto attiene i tematismi innovativi delle pianificazioni paesistico-ambientali, delle politiche urbanistiche, in particolare nel leccese e nel Salento.
Le esperienze organizzative della candidata, documentate nelle note curriculari, relative alla promozione di convegni, tavole rotonde e qualificanti incontri seminariali aperti a confronti internazionali, ne evidenziano le elevate attitudini manageriali, peraltro manifestate anche nell’attività redazionale della rivista New territories.
Tra le pubblicazioni sottoposte a valutazione concorsuale emerge la monografia sul libro dedicato all’arte, al metodo, alla città di André Corboz del 1998, dove la candidata sviluppa il profilo del Maestro e ne fornisce un’ampia bibliografia.
Originalità per la scientificità dell’approfondimento e la pubblicazione che esplora, anche progettualmente, le coordinate della città elementare (1999) nel rapporto frammento-dettaglio, convegni internazionali e modelli di città americani ed europei fino a Le Corbusier.
Giudizio prof. Clementi
La candidata spicca per le sue notevoli doti di urbanista orientata al progetto, in grado di trattare i temi disciplinari in modo colto e raffinato, con grande attenzione agli aspetti teorici quanto alle ricadute operative nei confronti della pianificazione urbana, e anche della progettazione architettonica. Questa attitudine alla riflessione critica di supporto alla progettazione, nutrita di letture interdisciplinari selettive e talvolta ricercate, si manifesta fin dagli iniziali lavori del dottorato ( che hanno dato origine alla sua pubblicazione più convincente, “La città elementare”, del 1999) e poi ha permeato le successive attività di studio e di sperimentazione, che hanno approfondito con rigore e coerenza in particolare i temi della costruzione dei nuovi territori in Europa ( si veda al riguardo la pubblicazione da lei curata “ New Territories”,Q2, Quaderni del dottorato, del 2004 ). Le attività più recenti sembrano aprirsi verso nuove tematiche meno consolidate, e soprattutto verso un’ intensa internazionalizzazione degli scambi, con qualificate partecipazioni a convegni, mostre e seminari di progettazione in Europa e altrove.
Nel complesso emerge il profilo di una ricercatrice di grande valore, ormai nota anche fuori dell’Italia, particolarmente versata alle teorie e alle pratiche del progetto urbano e architettonico. Il suo costante impegno anche per la didattica oltre che per la sperimentazione in piani e progetti in gran parte condivisi con Bernardo Secchi, ne fanno una candidata ormai matura per assumere responsabilità più rilevanti nell’ambito delle discipline messe a concorso.
Giudizio prof. FALINI
Guest professor e professeur invité presso varie università, fra i fondatori nel 2005 dell’European Master in Urbanism, è membro di diversi comitati scientifici internazionali ed istituzioni di ricerca scientifica italiane e straniere.
La sua attività di ricerca si
colloca nel quadro delle riflessioni affrontate dalla più recente progettazione
urbanistica ed investe principalmente i temi della città contemporanea, dei suoi elementi costitutivi
e delle sue forme di progetto. Su questi temi
sviluppa una vasta serie di
contributi critici e progettuali,
che si segnalano particolarmente
per originalità , coerenza e rigore
metodologico, fra i quali si ricordano il libro
“La città elementare” del 1999,
che restituisce gli esiti maturati con lo studio inaugurale svolto sui materiali della città
contemporanea, e il libro “ Territori
della nuova modernità” del 2001, che restituisce nei suoi fondamentali contenuti concettuali e metodologici,
l’esperienza del Piano territoriale di Lecce.
Le pubblicazioni presentate- edite presso case editrici di rilevanza nazionale e con ampia diffusione nella comunità scientifica- evidenziano nel loro complesso la continuità temporale della produzione, l’innovatività dell’impostazione, le capacità elaborative e di approfondimento critico.
Nel complesso emerge una figura di docente e di studiosa di elevata maturità ed idonea a ricoprire il posto per il quale concorre.
Giudizio prof. Morandi
L’attività universitaria della candidata si svolge con continuità nello IUAV e le università di Bari e Lovanio, dove oltre all’attività didattica istituzionale organizza convegni e seminari. Contemporaneamente tiene lezioni in molte università italiane e straniere. E’ particolarmente attiva la sua partecipazione al dottorato in progettazione urbanistica presso lo IUAV dove ha fondato recentemente l’European Master in Urbanistica che affronta specificamente il tema del progetto urbano.
Il progetto urbano è al centro dei suoi interessi, delle sue ricerche e della sua attività progettuale.
Partecipa con propri contributi a numerose ricerche nazionali che sono pubblicate in edizioni di buon livello: ricordiamo Itaten, Returb, Prin e a Workshop internazionali.
Dal 1989 partecipa a numerosi concorsi di progettazione nazionali e internazionali in collaborazione e come capogruppo. Si tratta di progetti urbani che ottengono riconoscimenti, sono pubblicati e presentati dalla candidata in diversi contesti pubblici
Partecipa al concorso Grand Paris nell’ambito del gruppo coordinato da Bernardo Secchi.
L’attività progettuale, che comprende anche l’attività professionale, è documentata da pubblicazioni che ne restituiscono le metodologie adottate (v.la presentazione del piano di Lecce).
L’attività pubblicistica comprende diversi libri pubblicati da case editrici di buon livello e che hanno avuto un riconoscimento dalla comunità scientifica. Ricordiamo “Ordine sparso” dove la candidata ha raccolto una serie di scritti di Corboz, e ha scritto un’interessante introduzione; e il volume “La città elementare”, che si caratterizza per originalità e per capacità di approfondire una lettura del bagaglio culturale di base della progettazione dell’urbanistica moderna.
Complessivamente la candidata rivela un’ottima capacità ad affrontare con studi e attività specifiche originali la complessità dell’ambito disciplinare della progettazione urbanistica.
LUCIO ZAZZARA
Giudizio prof. Belli
La ricerca del candidato segue due percorsi prevalenti, entrambi
pertinenti il settore disciplinare a concorso. Una riflessione sulla grande
metropoli moderna, sul ruolo dello spazio pubblico, fortemente legata alle
vicende della città di Barcellona e al contributo di Oriol Bohigas. Su questo
tema il candidato torna a riflettere, ad incrementare e ad aggiornare commenti
e valutazioni. Una descrizione dei
problemi che la pianificazione paesistica nelle esperienze più recenti deve
affrontare, soffermandosi sulle vicende di alcune regioni e sui temi principali
emergenti.
L’attività di ricerca documentata, per quanto interessante, si mostra
meno robusta dell’impegno profuso nell’attività didattica e nelle esperienze di
consulenza condotte per enti pubblici. Il rilievo editoriale delle
pubblicazioni è buono e discreta è la diffusione nella comunità scientifica.
Giudizio prof. Carta
Il candidato ha una molteplice presenza in organismi internazionali e italiani per le sue ricerche. Per le pubblicazioni sono individuabili almeno questi filoni, congruenti con l’ICAR 21.
a) Una rivisitazione attenta dell’opera di Oriol Bohigas su Barcellona, dai quartieri antichi alla ricostruzione, delle strade, delle piazze, delle partecipazioni politiche delle glorie catalane, alla partecipazione urbanistica.
b) Nell’opera di Bohigas “La strada del dubbio” è individuabile una postfazione del candidato, quasi una lettera-confessione, purtroppo assai breve.
Il candidato presenta un’attività di consulenza e progettazione urbanistica con pubbliche amministrazioni in Abruzzo e Molise con altri professori, è consulente in materia paesaggistica e di valutazione di impatto ambientale; è componente del Comitato scientifico in consorzi europei per il recupero dei Centri Storici. Si interessa di recupero archeologico e di Piani per edilizia economica e popolare.
La sua attività didattica si incentra prevalentemente a Chieti; è tuttavia Visiting professor in una Università canadese.
Il contributo nel libro a cura di A. Clementi, “Architettura e paesaggio”, sia pure individuabile, sembra presentare “Nuovi piani per il Paesaggio”, ma nel contenuto non mostra esempi o forme nuove quali quelle che stanno emergendo nei piani paesistici di seconda generazione.
La sua attività professionale e di organizzatore di eventi culturali è notevole e variamente documentata.
Giudizio prof. Clementi
Il candidato si fa apprezzare per la sua padronanza dei temi e delle pratiche urbanistiche, approfondite nel tempo sotto il profilo della progettualità e della operatività delle soluzioni di intervento. Le sue esperienze sono orientate soprattutto alla sperimentazione degli strumenti d’intervento urbanistici a scala urbana, denotando una notevole attenzione ai problemi della gestione, maturati anche attraverso le responsabilità assunte all’interno delle amministrazioni di governo del territorio e più in generale con la produzione di specifici piani e progetti. Nelle sue attività il candidato dimostra un’adeguata conoscenza dei riferimenti europei più evoluti, e un’apprezzabile capacità di ricondurli al contesto italiano, come testimoniato in particolare dalla pubblicazione da lui curata delle opere di Oriol Bohigas.
Nel complesso si evidenzia come una figura di ricercatore maturo, che si è misurato con temi di notevole rilevanza ai fini della disciplina, con un approccio prevalentemente sperimentale al quale non corrisponde un’ adeguata restituzione attraverso la pubblicistica.
Giudizio prof. FALINI
Il candidato svolge con continuità
attività di ricerca teorica ed
applicata nel campo della progettazione
e della pianificazione urbana e
territoriale , con particolare riferimento
alle problematiche di
integrazione con il paesaggio e l’ambiente naturale. Queste ricerche, così come l’attività didattica,
hanno trovato sviluppo anche alla luce
di numerose esperienze di redazione di strumenti urbanistici condotte a partire
dal 1981-83 e proseguite con continuità nel corso degli anni, con apporti
significativi di innovazione nel campo
della progettazione così come in quello procedurale e normativo. Le
pubblicazioni presentate attestano l’attenzione
al dibattito disciplinare in merito ai temi della riqualificazione dell’esistente e della ridefinizione del processo di
formazione del piano, con particolare considerazione nel corso degli ultimi
anni per le metodologie emergenti nel
campo della redazione dei piani paesistici regionali e per
le innovazioni che ne derivano nelle
pratiche della pianificazione locale.
Giudizio prof. Morandi
Il candidato ha svolto in un primo tempo la sua attività di urbanista presso enti pubblici e territoriali acquisendo così una certa esperienza per l’elaborazione dei piani urbanistici. Pur svolgendo attività didattica nell’ambito della facoltà di architettura di Pescara una cospicua attività nel campo dell’urbanistica del candidato dal 1986 al 1997 è dedicata all’elaborazione di numerosi piani regolatori.
Di questa esperienza mancano purtroppo pubblicazioni che ci indichino le caratteristiche di questi piani e le riflessioni teoriche elaborate dal candidato sull’esperienza svolta: il candidato cita solo la pubblicazione del piano di Penne.
Negli anni l’interesse per l’urbanistica del candidato si sposta da una visione più tradizionale del piano urbanistico verso una visione dell’urbanistica svolta attraverso il progetto urbano. Questo passaggio che denota una vivacità del candidato a recepire alcune trasformazioni disciplinari è documentato dalla relazione che il candidato stabilisce con Oriol Bohigas, che lo porta a curare alcuni testi dell’architetto catalano. In questi anni l’attività progettuale del candidato si sposta verso la partecipazione a concorsi.
L’attività progettuale del candidato si riflette nelle ricerche che conduce nell’ambito dei finanziamenti attribuiti alla Facoltà di architettura: sono temi interessanti dei quali purtroppo mancano pubblicazioni che ne evidenzino i risultati.
E’ interessante la collaborazione che sta svolgendo a un programma di ricerca italo giapponese riportato in una pubblicazione dove ritroviamo un breve saggio del candidato.
L’attività svolta nel tempo riflette una vivacità del candidato e una capacità a condurre un’ attività universitaria; purtroppo la mancanza di pubblicazioni rende difficile da parte del commissario una valutazione più profonda.
La Commissione
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Prof. Alberto Clementi - Presidente
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Prof. Attilio Belli -
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Prof. Giuseppe Carta -
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Prof. Maurizio Morandi -
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Prof.sa
Paola Eugenia Falini- Segretario
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